Voglio farti un regalo. Nel 2016 vieni qui in Svizzera a creare la tua banca del tempo.

Voglio farti un regalo. Nel 2016 vieni qui in Svizzera a creare la tua banca del tempo.

Gianni Simonato

Ero in piena burrasca decisionale, me lo ricordo bene quel momento, e quanto ho imparato da quell’esperienza. Pensavo di contrastare situazioni che non potevo cambiare, come se cercassi di trattenere il tramonto alla sera. Ero in Georgia, in quel tempo, tra monaci protestanti e vino delle anfore. Grande lezione: ho imparato ad accettare non perchè costretto a subire, ma per avere più forza dentro! Accettare significa sereno accoglimento per le situazioni che da solo non puoi cambiare. Significa accettare l’incertezza sapendo che l’unica forza sta dentro di te. Quando cambia il tempo, se piove e fa freddo ti vesti di conseguenza. Se sai in anticipo cosa succederà allora potrai prevedere e controllare. Ma il mondo si sta spostando  verso l’imprevedibilità: non sai e quindi non controlli. Una cosa sicuramente vuoi ottenere: qualche risultato utile per te e per le persone a cui tieni di più. In fondo, qualche buon risultato è ciò che serve per vivere in un mondo di incertezze, dove l’unica certezza sei tu: il capitale più importante. E quindi sii flessibile, se vuoi vivere bene, il mio primo augurio.

Ti auguro poi di essere meno individualista. È la fine del mito che vedeva l’uomo di successo pienamente capace di disporre di tutte le risorse per potercela fare da solo. Oggi semplicemente non funziona più, per fare la differenza occorre fare con gli altri. Collaborare, scambiare, apportare per ricevere.  Perché oggi non basta essere solo bravi, occorre diventare eccellenti.  Se non possiamo cambiare le cose, possiamo però cambiare il modo con cui le affrontiamo. La soluzione sta in un modo nuovo di lavorare, di fare le cose. Un metodo nuovo che deve essere di veloce implementazione e molto pratico. Trova il Tuo team, il secondo augurio.

È innegabile che internet abbia connesso il globo, abbia accorciato le distanze fisiche rendendoci tutti un po’ cittadini del mondo, con rischi e opportunità. La globalizzazione ci è stata presentata come un’opportunità, ma ha anche i suoi rischi. Chi ha detto che la globalizzazione sia un fenomeno lineare? Al contrario, è un insieme di processi che si muovono in maniera spesso contraddittoria e conflittuale, confusa e disordinata. Globalizzazione vuol dire che viviamo in un mondo aperto. È come se avessimo fatto spazio alle montagne per far passare le correnti, così, all’improvviso: il clima non sarebbe più lo stesso. La globalizzazione tocca tutti gli aspetti della nostra vita: culturali, tecnologici, economici. Il passaggio al digitale non è stato solo la sostituzione della carta con i bit, ma qualcosa di molto più pervasivo. È il cambiamento della struttura sociale, che rende disponibili informazioni per ricchi e poveri, che idealmente li mette in gruppi comuni laddove prima vi era una separazione fisica. Nei social network non sai mai chi c’è dietro lo schermo della comunità virtuale. L’interlocutore non ti appare con i suoi status symbol, ma ti appare con nome e cognome o con un nickname (ma saranno poi veri?). Il miliardario appassionato di pesca sportiva chatta alla pari con chi forse non ha i soldi per comprarsi la canna da pesca. Entrambi condividono la passione per la pesca, è questo il punto di unione. Questi processi trasformano e cambiano tutto della nostra vita: famiglia, lavoro, distanze fisiche, relazioni tra le persone. I successi del passato non sono più garanzia per il futuro. Oggi occorre rischiare, avere la capacità di sbagliare per “surfare sulle onde del cambiamento”.  Come ottenere risultati in un mondo che cambia alla velocità della luce? Terzo augurio: pensa globale ma agisci a casa tua. 

Da un po’ di mesi trascorro del tempo con imprenditori e manager qui a Lugano, ascoltando le loro storie, condividendo le mie, in un Club di Imprenditori e Manager alla pari, per trovare soluzioni insieme che altrimenti da soli non avremmo mai concepito. Alcuni lo chiamano anche Change Management. Noi lo facciamo mettendo insieme cucina, buon vino, musica, perchè pensiamo che il business sia anche divertimento. E mettiamo in banca il nostro Tempo, il valore più grande. Solo l’unione di Imprenditori e Manager può farci ritrovare la strada dello sviluppo e della crescita. O vinciamo insieme, o perdiamo come singoli.