Pilota o cronometrista?

Pilota o cronometrista?

Gianni Simonato

Velocità del cambiamento. Quando la velocità del cambiamento esterno supera quello della tua azienda, sei fuori! Partendo da questo assunto non resta che essere più veloci del cambiamento esterno! In teoria funziona, in pratica però bisogna farlo. Come procedere quindi? Secondo i principi della qualità per migliorare un fenomeno occorre misurarlo. Qual è quindi la velocità del cambiamento esterno? Qual è la velocità di cambiamento interna all’azienda? Quali strumenti utilizzare e quali leve attivare?

Il compito non è facile a cominciare da chi dovrebbe effettuare queste rilevazioni. E’ un compito che dovrebbe partire dal Top Management, ma questo sembra non essere adatto, per la sindrome della “testa nella scatola” citato in “Senti chi parla!”

Questo fenomeno si spiega col fatto che chi è coinvolto nel business non riesce ad essere pilota e cronometrista allo stesso tempo. Nel motociclismo per esempio, il pilota legge a bordo pista le rilevazioni dei cronometristi, pur vedendo bene l’avversario dove si trovi. Parliamo di secondi o centesimi di secondi, eppure sono proprio questi a fare la differenza. La percezione di chi sta in pista è completamente diversa da chi sta a bordo pista. Ecco perché è fondamentale che chi guida sia focused sulle proprie prestazioni, mentre chi misura è focus sui tempi. Il sistema di business di questi anni è democratico, si fonda non tanto sulle dimensioni, grande contro piccolo, quanto sulla velocità: veloce contro lento. Abbiamo inseguito per anni la corsa alle dimensioni, creando di fatto una dicotomia tra grandi aziende e piccole aziende. Sembrava che per essere competitivi e stare sul mercato si dovesse diventare grandi a tutti i costi. Non è più così e chi lo crede ancora sta sentendo i venti della velocità che spirano minacciosi. Alcuni indicatori della velocità:

1. Time to innovation. Velocità intesa come aumento della frequenza di presentazione al mercato di nuovi prodotti o servizi. Dall’idea di prodotto alla sua realizzazione: riduzione dei lead time dalla fase di idea generation, concept, testing, sviluppo, produzione.

2. Time to market. Misuriamo la velocità con la quale si passa dalla disponibilità del prodotto al suo lancio sul mercato. Arrivare in tempo, per primi o tra i primi significa vantaggio competitivo rispetto all’essere dietro e dover inseguire. Sono i primi che fanno la corsa.

Come fare? Fondamentale intercettare la domanda dei clienti, non trascurando i segnali deboli e non chiaramente manifesti. In questo è utile perseguire strategie di “open innovation” o di “co-innovation”, lavorando a stretto contatto con i clienti, attuali e potenziali. La velocità può talvolta portare a prodotti/servizi non perfetti, ma questo è addirittura da preferire alla ricerca della perfezione qualora questa non sia così veloce. D’altra parte in un mondo che cambia alla velocità della luce chi può dire quale sia il momento giusto per essere perfetti? In questo senso è utile provare e testare i prodotti con una comunità di clienti “fan”, in grado di segnalare i miglioramenti e talmente affezionati da accettarne i difetti. D’altra parte quando si ama, si amano anche i difetti. Quali sono gli indicatori che usi per misurare la velocità di cambiamento della tua azienda rispetto al mercato esterno?