Che differenza c’è tra un cocktail e un buffet caldo in un negozio di arredamento e una sessione di Cooking Experience, sempre nello stesso negozio? A parole nessuna. E questo lo credevo anch’io, fino a quando non ho visto con i miei occhi. Toccare con mano…diceva qualcuno. Proprio così. Risultato finale: differenza abissale! Creare un momento conviviale in un negozio, oggi, è come sostituirsi ad uno dei tanti bar che sono presenti nelle nostre città. L’unica differenza è che al bar si paga, in negozio no. Le persone chiacchierano tra di loro, apparentemente si relazionano, qualche sponsor offre il vino o i piatti o le pentole. Tutto qui: assolutamente banale. Di quel negozio nessuno si ricorderà più, fino al prossimo incontro per la prossima bevuta. Ho osservato attentamente gli esempi, in commercio, di aziende che invece fanno vivere esperienze con i loro prodotti e servizi. Sapete cosa hanno in comune? Non importa se trattano telefonia, moda, elettrodomestici o automobili o moto. Il denominatore comune è che sanno trasferire emozioni al loro cliente, addirittura le costruiscono con lui. Questa è la vera, grande differenza. Ecco perchè nel negozio di arredamento non è il cuoco che deve cucinare, ma le persone. Il forno, i pensili, i piatti, i fuochi, devono creare momenti emozionanti, che restano impressi nella mente del consumatore. E qual è il punto di comunione tra tutti questi oggetti che il consumatore ricorderà? Il marchio, con tutte le sensazioni che vi vengono in mente quando ci pensate. Questa è la Cooking Experience. Provate a fare un semplice esercizio: pronunciate ad alta voce i nomi di tre marchi, uno che vi piace, uno che detestate e uno così cosi. Ora prendere carta e penna e scrivete i motivi della vostra scelta. Rileggete per bene e riprendete il foglio fra sei mesi. Provate a vedere se la pensate sempre allo stesso modo. Una cosa è certa, qualunque sia il vostro giudizio: comprereste un marchio che detestate?











