19.08.2010
Non gli basta perciò conoscere un prodotto, vuol anche sapere che cosa ci sta dietro al prodotto
Il consumatore desidera innamorarsi di quel che compra
Ecco perché l’azienda deve sapersi raccontare, non con diagrammi, ma con narrazioni di vita
di Gianni Simonato
Se l’Italia è il paese delle piccole e medie imprese è su queste che bisogna puntare per uscire dalla crisi e risollevare il paese. È il made in Italy nel suo complesso che deve ritrovare fiducia, grinta, propositività. Come? Raccontandosi. Il nuovo modo di fare impresa [...]
E’ la tesi che sostengo nell’articolo di Italia Oggi del 28 luglio 2010. Le grandi aziende hanno imparato, usando la pubblicità, a raccontarsi. Prendete Coca Cola, Vodafone, Barilla. E le piccole e medie imprese, i professionisti, i candidati ad un colloquio di selezione, cosa devono fare? Non facendo pubblicità pensano solo al prodotto. E il prodotto si dovrebbe vendere, come fosse una mera merce di scambio. Prestazione e controprestazione, tipico scambio mercenario. Oggi chi compra non si limita più a questo, il prodotto da solo non gli basta più. Ce ne sono tanti di prodotti in giro, più o meno uguali. Oggi chi ha successo nella vendita è colui che sa vestire il suo prodotto, che racconta cosa ci sta dietro, che sa creare emozioni. Queste tecniche sono ben conosciute dalle grandi imprese, ma assolutamente evitate dalle piccole e medie. Prendete addirittura un professionista, un avvocato o un medico: chi scegliereste tra chi sa raccontare la sua prestazione e chi si limita al puro servizio? Risposta: chi costa meno, ma si può essere competitivi con i prezzi sapendo anche raccontarsi. Ci sono tre punti fondamentali per vendere raccontando. Per vedere l’articolo clicca qui